'o scarrafone

L'agnosi



Il povero Zaccheo, afflitto da "una pioggia di gnostici a catinelle", nonostante l'assenza del relativo "cielo a pecorelle", riesce pure a scherzarci su: un cielo di pecore e d'agnelli, infatti, più che alla gnosi allude all'agnosi.
"Ma - continua il medesimo - torniamo ai nostri montoni", perché il tema della gnosi (esoterismo, occultismo, ermetismo, as you like) esige sempre qualche ulteriore puntualizzazione.
Nel post precedente a questo [nel tempo, sebbene successivo nello spazio] s'è fatta menzione di G. Infante che, peraltro comprensibilmente, fa d'ogni erba un fascio e condanna a priori ogni traccia d'esoterismo (la cui presenza inappuntabilmente denuncia in più d'una «scoperta» scientifica).
Sempre presso FDF, L. Copertino fa altrettanto (ad esempio in Nichilismo della finanza, prima - cfr. © - e seconda - cfr. © - parte), ma con un'avvedutezza incomparabilmente maggiore, perché precisa: "Non affermo l’esistenza di congreghe di uomini che in segreto elaborano fantastici piani per il dominio del mondo. Affermo soltanto, con Santa Romana Chiesa, l’esistenza di forze non umane e luciferine la cui seducente attività è possibile rintracciare nella storia dell’uomo. Possiamo, più cristianamente, parlare di 'gnosi spuria' o di 'mistero di iniquità'".
Al riguardo l'eccellente Zaccheo, che ci onora della sua amicizia, ha già segnalato sia i suddetti due brani di L. Copertino che una misurata risposta di quest'ultimo (dalla quale - cfr. © - è tratta la citazione di cui sopra) ai di lui lettori. Ma aveva già fatto di meglio, il pubblicano, dedicando tre suoi post (nell'ordine, Appunti per una definizione di gnosi e gnosticismo I, II e III, cfr. ©, © e ©) all'esame delle possibilità di distinguere la gnosi spuria da quella no, ovvero l'ermetismo autentico (quello dell'Ermes dalle convesse e solari corna ovine, qui sotto riprodotto, «ermetico» anche nel senso colloquiale del termine, cioè ermeticamente chiuso sia in entrata che in uscita, e pertanto non solo ininfluenzabile dagli spifferi [delle a loro volta mercuriali potenze] d'aria, ma altresi non indiscriminatamente influenzante chicchessia) e l'ermetismo sospetto del secondo Mercurio sottostante, la concavità delle cui lunari corna bovine suggerisce, tra l'altro, un'accoglienza/capienza acritica delle suggestioni sulfuree.



Orbene, a questo punto va detto che la posizione ufficiale della Chiesa, drasticamente vietante ogni velleità esoterica, è insieme sia quella più realisticamente adottabile dal singolo credente, sia quella che, adottata, garantisce allo stesso la massima sicurezza. In tal modo, però, ci si preclude l'accesso ad un tesoro inestimabile di conoscenze tradizionali, tesoro il possesso anche di un grano di senape del quale vale più di tutte le ricchezze di questo mondo.
Se si aggiungono a quanto precede gli indizii che fanno del cristianesimo un esoterismo mirabilmente adattato exotericamente, come dimostra la semplice recitazione del Credo,* viene davvero voglia di confidare nella misericordia divina e, fatto ciò, tentare almeno di baciare la polvere sulla quale si sono posati i piedi della Sapienza.**
D'altra parte questa è la condizione di chi scrive, che non si professa in alcun modo esoterista.

* Ma si pensi anche al celibato sacerdotale; o a quella resurrezione della carne di cui, ormai, parla solo qualche curato di campagna. Ci si può anche indirizzare ad una pagina - cfr. © - di R. Guénon, scritta in ottimo castigliano, o, più agevolmente, al § 48 dell'ormai immancabile Spe salvi, nella quale il sedici [e mai troppe] volte Benedetto parla dell'«intreccio dell'essere» negli stessi termini che il già mentovato Guénon usa nel suo Gli stati molteplici dell'essere (gli stessi termini, peraltro, rintracciati da M. Vâlsan nel Convivio di Dante).

** Non quella - cfr. © - romana, beninteso. Men che meno quella - cfr. © - romana d'oggi.

Come distinguere, allora, il grano dal loglio?
La prima regola aurea è la seguente, che già da sola ci fa scartare novantanove pseudo-gnostici su cento.*
  • Un vero esoterista non può avere mire mondane. L'esoterismo è letteralmente metafisica ("oltre il mondo fisico"). Dovrebbe esser chiaro che chiunque abbia ambizioni egemoniche mondane (massone, gnostico, cabalista o come diavolo si definisca) è tutto, fuorché esoterista. E dovrebbe esser altrettanto chiaro che chiunque abbia ambizioni egemoniche mondane e nel contempo si serva di simboli esoterici, è un servo di Satana.
* Stante questa percentuale, fin troppo ottimistica, bisogna dire che, da un punto di vista pratico e quotidiano, quanto poc'anzi affermato in linea teorica e sub specie aeternitatis è abbastanza pericoloso. In un'ottica operativa è preferibile, a modesto avviso dello scrivente ed in perfetta contraddizione con l'ottica speculativa, parlare di un complotto vero e proprio, ovvero di una cospirazione giudeo-massonica plurisecolare, lucidamente ordita e pazientemente condotta da utili idioti (fabiani ieri, ad esempio, oggi bilderberghesi) che, come gli sciocchi del proverbio medioevale, rappresentano il destriero del diavolo. Meglio demonizzare questi ultimi, insomma, anziché prendersela [invano] col diavolo stesso.

La seconda, a cui sottoporre chi abbia superato la prima, è la seguente.
  • Un vero esoterista non smentisce una virgola dell'exoterismo corrispondente. Può farne fede, a mo' d'esempio, la constatazione per cui, prima della costituzione della Gran Loggia d'Inghilterra (l'inizio della fine della Massoneria), il giuramento massonico prevedeva l'obbligo - cfr. © - di fedeltà a Dio, alla Santa Chiesa ed al Re. D'altra parte, anche nell'Islam sunnita d'oggi, nessun sufi contraddice alcun passaggio della Sunna.
La terza, ammesso che chi scrive ed i suoi due lettori possano aver contatti con colui il quale abbia soddisfatto i due requisiti precedenti, è anche l'ultima.
  • Un vero esoterista non può avere mire oltremondane legate alla sua singola individualità. Qualora le abbia non è altri - come ebbe a dire Eraclito di Pitagora - che un "cialtrone".



Quanto sopra, al solo scopo di confermare una triste realtà dei tempi ultimi: l'esoterista con cui si viene facilmente a contatto oggidì (gnostico, massone, fabiano, bilderberghese, banchiere illuminato o illuminista da bancarella che voglia definirsi) non soddisfa alcuno dei tre requisiti suddetti,* soprattutto il primo. Non a caso, infatti, esultante per l'ormai raggiunto possesso del piatto di lenticchie del governo mondiale, si dichiara filosionista.

* Se li soddisfacesse, non ci si verrebbe facilmente a contatto.

A proposito dell'ormai acquisito governo mondiale, si stenta a credere che, appena mezzo secolo fa, una rivista patinata come LIFE (in The arab world, p. 56) parlasse del "campo di concentramento di Gaza". Volendo, cfr. a) il frontespizio della traduzione italiana. b) il colophon e c) il passo incriminato.